Il disegno di legge Zan, il cui nome proviene dal suo fruitore -il deputato del PD Alessandro Zan– prevede l’acuirsi delle pene contro i crimini e le discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili. Ciò ha destato l’opinione pubblica in Italia e la conseguente divisione all’interno del parlamento.
Il Senato ha votato contro il ddl Zan, proposto precedentemente dalla Lega e da Fratelli d’Italia -che ovviamente sono stati i principali oppositori e aiutanti del contrasto della legge-. Durante lo scrutinio segreto erano presenti 288 senatori, di cui 154 senatori, 131 contrari e due astenuti. Ciò che più a fatto raccapricciare e indignare la maggior parte dei cittadini italiani è stato l’applauso e la contentezza generata dopo aver fermato la legge contro l’omofobia. Così l’Italia viene a mancare per un ulteriore salto di civiltà, ma non facendolo, ne compie altri 100 indietro.
I senatori che hanno votato a Palazzo Madama erano circa 287. Per quanto riguarda cosa ha portato esattamente la respinta della legge, i numeri sono i seguenti: Il centrodestra ha contato sull’affidabilità di 19 senatori. Si pensa anche che la legge sia stata respinta anche da alcuni senatori renziani, nonostante c’erano 4 assenze ed erano presenti 16. Per quanto riguarda il centro sinistra, dai voti che li erano concessi ne sono stati tolti 16 o più. Altre assenza da contare sono 2 della Lega, che erano presenti in aula 63. Di Forza Italia invece 3 di cui se ne contavano 49. I senatori di Fratelli d’Italia erano tutti presenti.
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