L’Unione Europea ha approvato il nuovo piano per il risparmio energetico. Un altro segnale di come la guerra del gas è appena iniziata.
Alla fine, i ministri dell’energia dell’Unione Europea sono riusciti a raggiungere un accordo. Ieri si è tenuto un vertice a Bruxelles in cui è stato approvato il piano di emergenza denominato “Risparmiare energia per un inverno sicuro”.
La bozza del testo era già stata fatta circolare la settimana scorsa affinché le nazioni membre potessero discuterne internamente e segna uno spartiacque storico nella storia dell’Occidente.
La guerra in Ucraina, e dunque lo scontro tra Putin e l’asse Ue-Usa, ha portato alla fine Mosca a utilizzare il gas come una vera e propria arma di ricatto nei confronti di alcuni paesi europei che risultano profondamente dipendenti dalle forniture di gas che arrivano dal North Stream 2. Lo sa bene la Germania che proprio per non finire in una crisi energetica senza precedenti, ha chiesto una speciale deroga affinché il gasdotto, che alcune settimane si era rotto, fosse riparato, cosa che in quel momento era reso impossibile dalle sanzioni in corso.
Queste infatti impedivano a un’azienda canadese di riparare la turbina indispensabile a far funzionare l’oleodotto. Rispetto però al testo che era circolato la scorsa settimane, sembra che siano state apportate delle modifiche molto consistenti su alcuni punti. In primo luogo è ormai chiaro che la riduzione volontaria delle quote di gas è soltanto il primo passo verso una regolamentazione che diventerà sempre più stringente.
La stessa Ue non nasconde i gravi rischi che stiamo correndo in questo momento storico: il pericolo di restare senza gas per il prossimo inverno è quantomai concreto per tante nazioni del vecchio continente, tra cui Germania e Italia, che nei confronti di Mosca hanno sempre avuto un rapporto di forte dipendenza energetica.
Lo stesso Ministero dell’economia tedesco aveva dichiarato alcuni mesi fa che ci sarebbero voluti anni per rendersi realmente indipendenti dal Cremlino sulle quote di gas che arrivano dal North Stream. All’indomani dell’ufficialità del nuovo accordo, annunciato per prima dalla Repubblica Ceca sui canali di Twitter, la Presidentessa Ue Ursula Von der Leyen ha dichiarato: “Accolgo con grande favore l’approvazione da parte del Consiglio del regolamento per ridurre la domanda di gas e prepararsi all’inverno. È un passo decisivo per affrontare la minaccia di un’interruzione totale del gas. Grazie alla decisione odierna, l’Europa è ora pronta come Unione ad affrontare la sua sicurezza energetica”.
Si tratta naturalmente di una scelta che non fa che acuire lo scontro in corso con Putin. L’Ue punta adesso a ridurre la dipendenza energetica dal Cremlino di circa un 20 per cento, ma bisogna anche riconoscere che è la Russia che continua a tenere il coltello dalla parte del manico.
Cosa accadrà ad esempio se Gazprom decide di ridurre nuovamente le quote verso la Germania. La scelta comunicata al governo tedesco la scorsa settimana da parte della Gazprom, aveva già portato la nazione in una situazione di profonda crisi. Un’ulteriore diminuzione potrebbe essere fatale per la stabilità della nazione. Da quanto si apprende inoltre, le modifiche apportate al testo sono state decisive per convincere la Spagna, che fino ad adesso aveva espresso tantissime perplessità su questo piano di risparmio energetico.
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