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Arriva la classifica delle 10 auto più brutte dal 2000 ad oggi: ecco il modello più brutto per gli italiani

Published by
Antonio Pilato

Ecco la classifica 10 auto più brutte prodotte dal 2000 ad oggi redatta dalla redazione motori de “Il Corriere della Sera”. Andiamo a vederla nel dettaglio

Con l’avvento dell’elettrico gli automobilisti non faranno fatica a dimenticare queste automobili. Più complicato per gli addetti ai lavori, che nel corso degli anni hanno dovuto fare i conti con le recensioni negative.

Fonte Adobe Stock

Solitamente quando si parla di automobili si tende sempre a mettere in risalto quelle belle da vedere e che garantiscono delle prestazioni elevate. Stavolta invece la redazione Motori de “Il Corriere della Sera” ha deciso di fare l’esercizio inverso.

Ha infatti pubblicato una classifica al contrario proponendo invece la top 10 delle auto più brutte e peggiori vendute dal 2000 ad oggi. Alcune magari non sono troppo ricordati e andranno nel dimenticatoio in virtù dell’avvento dell’elettrico. Al contempo per i produttori le recensioni negative restano, soprattutto per quanto concerne il design. 

Classifica 10 auto più brutte secondo “Il Corriere della Sera”

Andando nel dettaglio, ecco quali sono le 10 auto più brutte messo in commercio dalle case automobilistiche nell’ultimo ventennio:

  • Daihatsu Materia,
  • Fiat Tipo (prima generazione 1989),
  • Fiat Multipla (1998),
  • Dacia Logan (2004),
  • Opel Ampera (2011),
  • Reanult Avantime (2001),
  • Nissan Almera (1995),
  • Lancia Thema (2011),
  • Toyota Yaris Verso (2001),
  • Chrysler PT Cruiser (2000).

Facendo un’analisi più profonda, una delle aziende leder di casa nostra ovvero Fiat figura per ben due volte nella graduatoria, con la prima generazione della Tipo (uscita alla fine degli anni ’80) e con la Multipla, in commercio dalla fine degli anni ’90.

Nel primo caso, doveva essere l’erede della Ritmo, ma non ha goduto dei consensi sperati per via di un’impostazione stilistica definita essenziale e semplice dalla redazione Motori de Il Corriere della Sera. Al contempo gli automobilisti ne apprezzarono la discreta abitabilità.

Pressappoco uguale il discorso inerente la Multipla, che dal punto di vista della bellezza non rappresentava un modello di riferimento. L’originalità e l’innovazione portate dalla matita di Roberto Giolito sono però state apprezzate.

Dunque, il tutto è frutto di fattori meramente estetici e decretati in maniera puramente soggettiva da chi ha ideato questa particolare classifica. Ciò non deve quindi lasciare dubbi sull’affidabilità e le prestazioni delle automobili, che nel corso del tempo si sono fatte valere.

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Antonio Pilato

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