Un nuovo studio scientifico uscito in questi giorni ha dimostrato che è possibile contagiarsi con il vaiolo delle scimmie anche senza avere rapporti sessuali.
Per il momento sembra che la situazione epidemiologica nel nostro paese sia di nuovo sotto controllo.
Nei mesi scorsi infatti, il rapido aumento dei contagi causati dal coronavirus aveva progressivamente fatto rialzare il livello di allarme nel nostro paese, con molti esperti che iniziavano già a parlare di possibili nuove chiusure in vista dell’autunno.
Adesso invece, in un momento in cui questa allerta sembra essere rientrato, il mondo intero inizia a preoccuparsi del vaiolo delle scimmie. D’altronde, alcune settimane fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di dichiarare una nuova emergenza sanitaria a fronte del repentino aumento delle infezioni. Non si sa ancora molto di questo virus, e fin dalla sua comparsa gli esperti si stanno occupando in primo luogo di studiare le sue modalità di trasmissione, ma evidenze scientifiche in merito per il momento non esistono ancora.
Certo, un dato di fatto è che il contagio può manifestarsi dopo un rapporto sessuale, ma i meccanismi di trasmissione di questo vaiolo tendono ad essere molto vari, e questo non sembra essere l’unico modo. Molti continuano inoltre a sostenere che, come per l’Aids, questo virus tende a colpire molto di più le persone omosessuali, riaccendendo, seppur flebilmente, pregiudizi sui rapporti sessuali liberi che sembravano ormai essere spenti da decenni.
Di recente inoltre è uscito uno studio scientifico il cui scopo era invece quello di verificare se il contagio potesse avvenire anche in assenza di rapporti sessuali. E da quanto hanno scoperto i ricercatori, questa situazione è realmente possibile, portando l’esempio di un giovane uomo che aveva passato un intero concerto musicale a stretto contatto con una ragazza, condividendo anche una sigaretta elettronica, senza però intrattenere con lei rapporti intimi.
Quattordici giorni dopo la fine del concerto, si legge nello studio, il soggetto ha visto comparire i primi sintomi tipici del vaiolo delle scimmie. Come si può leggere nella ricerca “la mancanza sia di esposizione sessuale che di coinvolgimento anogenitale indica che la modalità di trasmissione può essere associata a sintomi clinici; fomiti (lenzuola e lenzuola d’albergo, aree ad alto contatto in ambienti pubblici) possono essere modalità di trasmissione alternative”.
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