Con rincari di luce e gas che non smettono la loro folle corsa al rialzo, risparmiare è diventato per tantissime famiglie una questione di sopravvivenza. Ecco alcuni consigli utili per sprecare meno gas quando cuciniamo.
Il prezzo dell’energia non smette di aumentare, proiettando l’intero Occidente in una situazione per certi versi inedita.
Era dal dopoguerra infatti che l’energia non veniva più considerata un vero e proprio bene di lusso, che a causa della sua scarsità, può essere persino razionato in caso di necessità.
Fino ad adesso infatti, l’alta accessibilità dei costi delle utenze di luce e gas l’aveva reso un optional quasi scontato da possedere anche per le fasce meno agiate della popolazione. Adesso invece sta cambiando tutto, e la guerra del gas che si sta consumando tra Putin e l’Occidente, si sta sempre più configurando come un vero e proprio spartiacqua storico del momento in cui i cittadini europei devono forse rinunciare allo stile di vita degli ultimi decenni. Anche perché per milioni di famiglie non ci sono tante alternative: il prezzo delle bollette non smette di salire, e oltretutto, come ha sottolineato in questi giorni un report dell’Arera, a partire da ottobre le fatture potrebbero persino raddoppiare.
Si comprende bene dunque come risparmiare per tantissimi consumatori, sia ormai diventata una vera e propria questione di sopravvivenza. A volte si riesce a fare economia in modo importante anche nelle piccole cose, come ad esempio la cottura di un cibo.
Non tutti sanno ad esempio che si può risparmiare tantissimo gas quando cuciniamo la pasta, un prodotto che non manca mai nell’alimentazione di nessun italiano, cucinato giornalmente in quantità industriali sul territorio. Un’abitudine che ad esempio abbiamo tutti è quella di mettere il coperchio per far bollire la pasta, un’accortezza che già di per sé vi fa risparmiare il doppio del tempo.
Ma questo risparmio aumenta in modo considerevole nel momento in cui decidiamo di completare la cottura a fuoco spento. La pasta ci mette un po ‘di più a cuocere in questo caso, ma il risparmio è garantito, e soprattutto è di grande entità, anche perché andiamo a risparmiare su una pratica culinaria che facciamo quasi tutti i giorni.
Un’abitudine che ultimamente è stata anche molto promossa dall’associazione italiana dei pastai.
Di recente il suo presidente Riccardo Felicetti ha dichiarato “con un impatto ecologico dal campo alla tavola minimo rispetto ad altri alimenti, la pasta è il prototipo dell’alimento green. Ma possiamo fare ancora meglio, con poco, perché dalla fase di cottura della pasta a casa dipende ben il 38% del totale della sua impronta carbonica. Abbiamo scelto di indagare scientificamente questa fase per trasferire consapevolezza sull’impatto economico e ambientale di gesti che compiamo quotidianamente. Uno sforzo minimo ci aiuterebbe a raggiungere un risultato importante e dall’Italia, depositaria della cultura della pasta al dente, può partire una vera e propria rivoluzione culturale”.
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