Il Ministro Cingolani ha presentato il nuovo piano per sostenere famiglie e imprese, vittime di una guerra del gas che ha ormai messo fuori controllo il prezzo dell’energia.
Riusciremo a riscaldarci il prossimo inverno? Una domanda che soltanto fino allo scorso anno sembrava assurda e banale, e che invece, in pochissimi mesi, è diventato un interrogativo angosciante per tantissime famiglie italiane.
I continui rincari energetici e alimentari stanno infatti portando allo stremo i consumatori italiani, e purtroppo all’orizzonte non sembra che la situazione possa migliorare.
La guerra del gas tra Putin e l’Occidente sembra infatti ormai arrivata a un punto di non ritorno, e al di là del prezzo sempre più alto in cui è disponibile sul mercato europeo, il vero problema è che non esiste al momento una vera alternativa alle forniture che arrivano da Mosca. E dunque il rischio per il nostro paese di non riuscire ad avere a disposizione abbastanza gas per l’inverno, è più che mai concreto.
Per questo, di recente il Ministro per la Transizioni Ecologica ha proposto un nuovo piano straordinario in vista dell’inverno per ridurre i consumi. Tra le proposte vi è ad esempio quella di iniziare a tenere nei luoghi pubblici i termosifoni accesi un’ora in meno rispetto alle disposizioni attuali. Una decisione che il governo che si insedierà dopo le elezioni non avrà forse il tempo di prendere, in quanto a partire dal 15 Ottobre più di 4mila comuni in tutta Italia, inizieranno ad attingere alle scorte di gas per scaldarsi, e bisogna dunque avere un piano di risparmio energetico molto prima che questo accada.
Sono poi filtrate alcune dichiarazioni testuali di Cingolani, in un discorso fatto durante l’ultimo consiglio dei ministri e riportato dal sito QuiFinanza: “Mediante misure di minima riduzione delle temperature del riscaldamento, l’utilizzo di combustibili alternativi per limitati periodi e l’utilizzo ottimizzato dell’energia sarà possibile conseguire risparmi variabili dell’ordine tra 3 e 6 miliardi di metri cubi di gas in un anno”.
È previsto poi anche un piano di aiuti specificatamente diretto alle imprese, che in questo momento sono a rischio chiusura in tantissimi settori vitali per la nostra vita produttiva, a causa di un costo delle utenze di luce e gas che è triplicato in meno di un anno. Si pensa a calmierare i prezzi in modo definitivo per sostenere la ripresa di queste attività, e riservare dunque una quota di energia a questi comparti, ad un prezzo più basso del normale. Anche perché questo sembra al momento l’unico modo per evitare le migliaia di chiusure che si prospettano all’orizzonte.
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