Non chiamatela Riforma Globale delle pensioni. Sarebbe esagerato, fuorviante e inesatto. E non potevamo certo pretendere che avvenisse proprio quando non esiste di fatto un Governo, ma al potere c’è solo un premier dimissionario.
Draghi, suo malgrado, ha accettato di rimanere dov’è, con il minimo dei poteri: un risvolto inatteso per quello che era l’ex numero uno della Bce, convinto di poter fare da garante per la ripresa, lenta ma non impossibile, di un Paese invischiato in una crisi economica senza eguali.
E allora il Consiglio dei Ministri ci sta provando, suo malgrado, a condurre la nave verso un’isola tranquilla, in attesa che poi a prendere il timone sia il futuro capo di un futuro Governo incerto come non mai, affidato a elezioni che non sono mai state così incerte.
L’obiettivo è aiutare le imprese e le famiglie a proteggersi dall’aumento dei costi energetici e dall’aumento dei prezzi al consumo.
Lo schema, uno degli ultimi grandi atti del primo ministro uscente Mario Draghi prima delle elezioni nazionali del mese prossimo, si aggiunge ai circa 35 miliardi di euro previsti da gennaio per attenuare l’impatto dei costi elevatissimi di elettricità, gas e benzina.
“Questo pacchetto mira a proteggere la ripresa economica dell’Italia di fronte a un contesto internazionale in peggioramento”, ha detto Draghi ai giornalisti durante una conferenza stampa dopo una riunione di gabinetto per l’approvazione delle misure.
“Siamo pronti ad adottare ulteriori misure se necessario”, ha aggiunto.
Nell’ambito del pacchetto, Roma ha esteso al quarto trimestre di quest’anno le misure esistenti volte a ridurre le bollette di luce e gas per le famiglie a basso reddito, nonché a ridurre i cosiddetti tributi “costo di sistema”.
Circa 1,2 miliardi di euro andranno a ridurre nella seconda metà di quest’anno il cosiddetto cuneo fiscale.
I fondi in questione serviranno a finanziare diverse misure di sostegno a pensionati e lavoratori, nonché la proroga dei tagli sulle bollette.
È più di una indiscrezione purtroppo, ma la conferma ufficiale arriverà solo dopo che il testo del nuovo decreto Aiuti sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (manca poco ormai).
Sarebbero dunque penalizzati gli assegni sociali e gli assegni per l’invalidità civile. Per questi trattamenti la rivalutazione dovrebbe scattare il primo gennaio, come sempre dunque. Non è stato previsto nessun anticipo.
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