Acquistare il pellet di canapa potrebbe essere una buona soluzione per far fronte al caro bollette. Il sistema è già stato sperimento con successo in Canada
Negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Europa ed è molto ricercato in rete. Scopriamo insieme quali sono i suoi punti forza rispetto a quello tradizionale.
L’inverno non ha ancora bussato alle porte degli italiani, eppure inizia già a farsi sentire in qualche modo. Infatti, già da diversi mesi le persone sono alle prese con la ricerca di metodi per cercare di abbattere i costi di riscaldamento.
I rincari delle bollette si sono fatti sentire e la sensazione che “il peggio debba ancora venire” è comune a molti. Per effetto di ciò ha avuto un forte incremento l’utilizzo del pellet. Già dalla scorsa primavera sono iniziate le richieste e ciò ha fatto schizzare alle stelle anche il prezzo di questo combustibile notoriamente economico.
In virtù di ciò è bene sperimentare altre soluzioni per proseguire lungo la via del risparmio. Una delle ultime ipotesi che si stanno facendo largo è quella del pellet di canapa. In Italia è ancora poco diffuso ma è eco-compatibile e di uso comune in altre nazioni, come ad esempio il Canada. Ed è proprio qui che è avvenuta la prima sperimentazione.
Anche in Europa piano piano sta trovando spazio, ma ancora non ha raggiunto la notorietà dei suoi predecessori in legno. Si ricava dalla lavorazione dei gambi della canapa che deve contenere un THC inferiore allo 0,02%. Durante il processo produttivo vengono separati i materiali nel canapulo (ovvero lo stelo della canapa) mentre semi e fiori vengono conservati e fatti essiccare per alcuni mesi. Infine, si passa alla segatura, in cui vengono triturati e pressati.
Ma perché è così economico come materiale? Semplice, ha dei tempi di produzione piuttosto brevi. Una piantagione di canapa dopo 5 mesi è pronta per la lavorazione e la trasformazione in pellet. Un albero in legno invece necessità di 5 anni di crescita prima di poter essere tagliato e quindi trasformato.
L’aspetto più interessante però è che il pellet di canapa offre una resa elevata e garantisce alte percentuali di calore rispetto al materiale impiegato, un basso impatto ambientale e si prepara senza aggiungere resine e prodotti chimici. La cenere di scarto si può utilizzare come concime e quindi non va buttata. Per quanto concerne la compatibilità nessun problema: quasi tutte le stufe in commercio lo assimilano tranquillamente.
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