Il prossimo mercoledì 30 novembre 2023 la manovrà arriverà in Parlamento, pronta ad essere approvara in via definitiva.
Il taglio delle cartelle esattoriali è una delle promesse che il nuovo governo, guidato da Giorgia Meloni, vuole mantenere.
Dunque, migliaia di italiani morosi, potranno mettersi in regola con il fisco nel 2023. Questa tregua, dovrà essere approvata da Camera e Senato il prossimo 30 novembre 2022. Ma si tratta in ogni caso di una buona notizia per tutti i contribuenti. Che in questo modo, potranno sanare la propria situazione debitoria.
Ma andiamo con ordine. In primo luogo, il governo ha deciso che le pendenze con il fisco fino a 1.000 euro, registrate tra il 2000 e il 2015, verranno cancellate. L’annullamento ci sarà in automatico a partire dalla data del 31 gennaio 2023, non sarà necessario fare nulla. Cosa diversa sono gli importi maggiori. In quanto, per le cartelle che superano l’importo di 1.000 euro non si potrà sperare nell’annullamento. Bisognerà corrispondere il pagamento intero, seppur con la possibilità di dilazionare l’importo in 5 anni. Sono cartelle non più esigibili, visto che sono passati i 7 anni. Spiega così la mossa del governo, il viceministro dell’economia Maurizio Leo, che ha guidato il provvedimento.
Dunque, le cartelle esattoriali consegnate a partire dal 1 gennaio 2016 dovranno essere pagate interamente. Seppur, senza l’aggiunta di sanzioni o interessi. Inoltre, sarà possibile dilazionare il debito in 5 anni, fino ad un massimo di 18 rate. Per aderire alla rottamazione quater si avrà tempo fino al 30 aprlie 2023. Si potrà pagare mediamente domiciliazione sul conto corrente oppure tramite moduli già pre compilati.
Per quanto riguarda gli atti del fisco che ancora non sono diventati cartelle esattoriali, ma che hanno già superato le scadenze ordinarie, avranno una sanzione del 5%, con possibilità di rateizzare in 5 anni. Laddove, invece, il fisco abbia già inviato un avviso bonario al contribuente, tra quanto dichiarato e versato nel biennio 2019-2020, la sanzione scende al 3%. Con la rateizzazione che scenderebbe da 5 anni a 2 anni. Inoltre, il governo sta lavorando anche ad una sanatoria fiscale che permetta ai contribuenti che non sono riusciti a saldare la rottamazione ter di mettersi in regola. I tecnici ci stanno lavorando, per stabilire modalità di pagamento e tempi in cui potranno essere dilazionate. Seppur, prima di mettere nero su bianco il tutto, il governo dovrà aspettare la data di mercoledì 30 novembre.
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