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Spiati su WhatsApp? Il metodo infallibile per rendersi invisibili

Published by
Damiano Mattana

La privacy su WhatsApp potrebbe essere essenziale in alcune circostanze. E le modalità per oscurare storie e foto profilo esistono.

Quella fra l’uomo e WhatsApp è una correlazione ormai viscerale. Un’esagerazione voluta perché, in fondo, non lo è più di tanto. Basti pensare all’uso che se ne fa durante il giorno.

Eco di Milano

L’interazione è pressoché costante, per lavoro o per diletto. Talmente radicata, e per certi versi indispensabile, che un’interruzione del servizio, anche breve, diventa motivo di allerta generale. I vertici che tengono le redini di WhatsApp ne sono perfettamente consapevoli, tanto da aver rafforzato, nel tempo, servizi e funzioni per adeguare l’app regina della messaggistica istantanea alle esigenze degli utenti. Durante la fase più acuta della pandemia, ad esempio, WhatsApp è diventata lo strumento principale di comunicazione da remoto, arrivando nel corso dei mesi a rivaleggiare con piattaforme (come Zoom) pensate appositamente per videochiamate e riunioni a distanza. Senza contare che l’applicazione, non a caso fra le più utilizzate del mondo, permette scambi di file e documenti in modo istantaneo.

Non sempre, tuttavia, l’app si è mostrata irreprensibile da un punto di vista della privacy. Non tanto perché non vi siano dei sistemi di sicurezza adeguati, quanto per la possibilità di utilizzarla per tenere d’occhio gli altri utenti semplicemente monitorando le famigerate spunte che contraddistinguono un messaggio recapitato e/o letto. Un inconveniente al quale l’azienda ha cercato di rimediare, aggiungendo una funzione per “oscurare” il colore blu sulla caratteristica doppia spunta, limitando così l’effettiva contezza sulla ricezione o meno di un determinato messaggio.

WhatsApp, come scovare chi ci spia: basta un piccolo trucco

A ogni modo, se la tutela della nostra privacy richiedesse misure ulteriori rispetto alla semplice decolorazione delle spunte di ricezione del messaggio, qualche trucco in realtà esiste. In questo senso, non servono applicazioni parallele, né altri sistemi particolari per scovare chi ci spia. Il rischio di incappare in qualche malware è sempre dietro l’angolo quando ci si affida ad app non esattamente popolari o che promettono risoluzioni lampo di problematiche in realtà ben più spinose. WhatsApp, secondo le sue impostazioni di base, non permette di capire chi visualizza la nostra foto profilo o altri dettagli. È tuttavia possibile utilizzare una funzione per cercare quantomeno di tutelare le nostre informazioni. Nello specifico, l’app si comporta in modo speculare a quello dei social network, permettendo la pubblicazione di storie che ricalcano quelle di Instagram o Facebook.

Tali pubblicazioni possono essere visualizzate non solo dai nostri contatti ma da chiunque possiede il nostro numero salvato nella propria rubrica. Ad esempio, qualora si fosse inseriti su un gruppo WhatsApp con persone non conosciute, queste avrebbero la possibilità di visualizzare nostre informazioni riservate (e viceversa naturalmente). Problema che, a breve, potrebbe essere evitato semplicemente tramite l’utilizzo di una nuova funzione che WhatsApp è pronta a mettere in campo. Senza contare che le storie stesse possono essere monitorate, attivando la funzione contraddistinta dal simbolo dell’occhio sul “Il mio Stato”. Un po’ come avviene anche su Instagram. Attraverso il controllo di più storie pubblicate di seguito, si potrà avere contezza di chi si mostra interessato più di frequente a visionare le nostre informazioni.

Storie e foto limitati

Chiaramente, WhatsApp consente di limitare la visione di alcuni contenuti. Ad esempio, premendo sul simbolo (…) e cliccando sulla voce “Impostazioni”, si accederà al menù Account, quindi Privacy, Stato e “I miei contatti eccetto”, che permetterà di oscurare i nostri contenuti ai contatti indesiderati. Per la foto del profilo vale un discorso simile. Su Android, basterà accedere al riquadro delle Impostazioni e, tramite la sezione Privacy, aggiornare la possibilità di visione per gli altri contatti. Su iPhone funziona allo stesso modo, con diciture leggermente diverse ma con pratiche decisamente intuitive.

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Damiano Mattana

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