Il recente attacco hacker che ha colpito l’Italia ha messo molti sull’attenti per quanto riguarda la sicurezza informatica.
Secondo molti esperti però, il peggio dovrebbe ancora arrivare. Entro i prossimi due anni potrebbe esserci un attacco catastrofico che comprometterebbe una parte rilevante dei sistemi informatici.
La causa sono soprattutto le tensioni internazionali, che stanno spingendo molti stati ad eseguire gravi attacchi informatici come mezzo di ritorsione. Le risorse messe a disposizione dagli Stati per quella che sta diventando una vera e propria guerra informatica starebbero spingendo gli attacchi verso nuove frontiere. Il mondo potrebbe quindi trovarsi presto davanti ad un evento catastrofico che comprometterebbe una parte rilevante dei dati conservati su server e computer.
Gli attacchi informatici stanno diventando sempre più frequenti. Ogni aspetto della vita di chiunque può oggi trovarsi su internet, o su un computer, e questo rende la protezione dei dati telematici un aspetto fondamentale per il quieto vivere di ognuno. Un aspetto però ancora molto sottovalutato, per ignoranza o perché si sottovaluta il pericolo di perdere i propri dati, o vederli finire in mano a malintenzionati.
Nei prossimi anni la situazione potrebbe peggiorare. L’allarme arriva dal World Economic Forum, dove esperti e imprenditori del settore hanno messo in guardia da un grande evento che potrebbe compromettere i dati di milioni di persone entro i prossimi due anni. Nel mirino non soltanto istituzioni e grandi aziende, ma anche le associazioni che gestiscono i dati dei consumatori.
La ragione di questi timori si cela dietro alla tensione internazionale. Le liti tra grandi nazioni e entità sovranazionali, su tutti Russia, Cina, India, Unione Europea e Stati Uniti, stanno sempre più spesso trovando sfogo attraverso attacchi di questo tipo. Molte aziende, soprattutto quelle manifatturiere, non sarebbero pronte a difendersi. Il 48% di esse presenterebbe almeno una grossa vulnerabilità che esporrebbe i propri dati agli attacchi.
La pandemia ha poi aumentato a dismisura la nostra dipendenza dai sistemi informatici. Un grande attacco mondiale potrebbe quindi compromettere il normale svolgimento della vita delle persone esattamente come il Covid.
Un assaggio di quello che potrebbe succedere il nostro Paese lo ha avuto nella giornata di domenica 5 febbraio. La rete Tim è andata fuori uso per quasi tutto il giorno, a causa di quello che si è rivelato essere un attacco informatico che ha coinvolto tutti i paesi occidentali.
Gli hacker hanno sfruttato proprio una vulnerabilità nei server utilizzati da molte aziende italiane. Pur essendo molto nota fin dal 2021, questa debolezza non era stata coperta da aggiornamenti proprio per la scarsa consapevolezza sull’importanza delle difese informatiche. Secondo i dati diffusi dalle autorità, sono rimasti compromessi migliaia di server in tutto il Paese, con disagi non solo a livello di rete. La modalità di attacco è stata attuata tramite ransomware, un programma che cripta i dati di un server in modo che possano essere rilasciati soltanto tramite una chiave in possesso dei criminali.
Spesso viene richiesto un riscatto in bitcoin che, nel caso di attacchi a grandi aziende, può diventare anche molto alto. Il governo ha già incontrato le autorità competenti in materia di sicurezza informatica per elaborare una prima stima dei danni. Lo stesso esecutivo aveva diffuso nelle scorse settimane una circolare per mettere in guardia da attacchi simili. Nessun gruppo hacker ha ancora rivendicato l’azione e non si hanno certezze su chi si celi dietro a questo attacco.
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